Visualizzazioni totali

venerdì 27 marzo 2009

Parto anche io

Vado via.
Non voglio essere sempre quella che rimane.
Non voglio guardare sempre dal finistrino.
Voglio chiudere gli occhi e sentire il vento sulla faccia.




-Sai dove andrei io?-

"A ZIHUATANEJO, nel Messico, un piccolo porto sull'Oceano Pacifico
i messicani dicono, non abbia memoria,
ed è li che voglio vivere il resto della mia vita
In un posto caldo senza memoria
voglio aprire un piccolo hotel davanti alla spiaggia
prendere una vecchia barca senza valore e rimetterla a nuovo
e farla usare ai clienti che vogliono pescare
Ma il Messico è lontano, ed io sono qui, proprio qui dentro
Alla fine la scelta è molto semplice davvero
O FAI DI TUTTO PER VIVERE O FAI DI TUTTO PER MORIRE
Dunque la speranza, è una cosa buona, forse la migliore delle cose
e le cose buone non muoiono mai."

[dal film "Le ali della libertà"]

martedì 17 marzo 2009

Sei libero solo se pensi di esserlo

Proviamo pena per un essere in gabbia.
A guardarlo pare poco lo spazio di azione a sua disposizione.
E se ingrandissimo la gabbia? Magari del doppio?
Ci farebbe pena ugualmente. Perchè la sua libertà di movimento sarebbe maggiore, ma pur sempre troppo poca, in confronto a quella che ci potrebbe essere.
Continuerebbe lo stesso a rimanere in gabbia.
///
Guardo i miei cani, e mi sento migliore di quelli che portano i cani in un canile o di quelli che li rinchiudono in un box o in un appartamento ..... e solo perchè io li ho messi in giardino immenso, un parco quasi.
Ma è pur sempre un pezzettino di mondo recintato e non escono mai da lì ... Io ho deciso a priori che è uno spazio sufficiente, che quello è il giusto grado di libertà.
///
E poi guardo me. E mi chiedo: "ma forse dovrei provare pena anche per me ....??".
Mi sono ritagliata un pezzettino.
Ho deciso a priori che va bene così.
Che è giusto spingersi sino a quì.
Sto in una gabbia comoda. Ma è pur sempre una gabbia.
Sono libera a metà.
Dovreste provare pena per me.


mercoledì 11 marzo 2009

Quotidianità

Quando al mattino aspetti il tuo turno per andare in bagno.
Quando ti chiede: "Cosa mi metto?".
Quando appena svegli ti racconta che cos'ha sognato.
Quando uno apparecchia e l'altro fa da mangiare.
Quando lui alza il volume e tu l'abbassi.
Quando dopo l'ennesimo bicchiere di vino ci si addormenta sul divano.
MA SOPRATTUTTO
Quando tu sei arrivata prima, ti sdrai un momento in camera, d'improvviso senti il rumore delle chiavi che aprono la porta, passi nel corridoio e poi "Ciaaaaoo! Sono a casa! Ci sei?".

mercoledì 25 febbraio 2009

Monica c'è .... ha solo mille nuovi colori da inventare.
Ma ha il pennello giusto, perciò non si dispera.


(e poi oggi Monica profuma di torta fatta in casa e indossa le scarpe rosse con i campanelli ...)

venerdì 20 febbraio 2009

Davvero un "peccato"!

Pur mettendocela tutta, a volte non si riesce a capire.
Complicata e semplicemente "umana" l'anima.
Proprio perchè "umana" e semplicemente "umana", si lascia incagliare da ragionamenti inutili, si lascia abbruttire dalla cattiveria, dall'invidia e dall'egoismo, si fa spingere verso il basso dall'apparenza e dalla "bella figura".
Invece di salire.
Invece di assomigliare più a spiritualità che ad umanità.
Davvero un peccato!
Perchè basterebbe pochissimo per lievitare un pò da questo stato.

mercoledì 4 febbraio 2009

E' quello che non ti aspetti che può cambiarti la vita ...

giovedì 29 gennaio 2009

Vizia-TA anche tu dal suo vizio

Lui è un “vizio”!
Questa è la sua definizione corretta.
Perché il vizio non ha un limite: il vizio passa sopra, il vizio non si fa delle domande, il vizio prova tutto quello che si può provare … E la sigaretta, e la birretta, e la prostituta …
Non pensa, percepisce! Non usa il cervello, usa i sensi!
Il vizio è solo e in compagnia … ma soprattutto è solo. E’ da solo che il vizio è vero vizio.
Se ce l’hai in compagnia ... beh … sei solo un insicuro che prova a sgomitare e a farsi spazio per essere accettato.
Ma se sei quel tipo di vizio, quello solo … beh … lì è proprio vizio. Sei "Il Vizio".
E non te lo leva via nessuno.
E adesso ci rido sopra.

mercoledì 21 gennaio 2009

Il mio posto

"ma tu che fai? vai da qualche parte?"
"no ... me ne resto quì .... sto tanto bene quì!"
"quasi quasi allora mi fermo anche io ..."
***
"Si sedette sui gradini, senza entrare. Era ancora buio. C’erano rumori strani, rumori che di giorno non si sentono. Come briciole di cose che erano rimaste indietro, e adesso si davano da fare per raggiungere il mondo, e arrivare puntuali all’alba, nel ventre del rumore planetario. C’è sempre qualcosa che si perde per strada, pensò. Devo smetterla, pensò. Non si finisce da nessuna parte così. Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto…."
- City - Alessandro Baricco
***
Tu mi hai insegnato ad essere felice restando immobile.

Processo al "punto di vista"

Spesso il nostro dannato "punto di vista" ci annebbia la mente. Valutiamo tutto sulla base del nostro sistema, della nostra aspettativa, della nostra percezione. E così succede che non siamo più obiettivi. Non vogliamo sentire ciò che è diverso, non valutiamo davvero la fondatezza di un'altra opinione, non ci accorgiamo più dei piccoli gesti fatti proprio nella nostra direzione.
Bisogna aprire gli occhi, bisogna essere vigili, bisogna saper scorgere la bellezza, bisogna ascoltare in silenzio, bisogna saper comprendere, bisogna accettare.
Sono ottusa, anche io.
Sono arrogante, anche io.

giovedì 15 gennaio 2009

... come se un "ti amo" potesse essere una consolazione.


martedì 30 dicembre 2008

Nessuno è solo

" ... nessuno è solo finchè di notte
anche lontano ha chi non dorme
per pensare lui ..."




E' vero!
Sto quì sul divano, mangio pasta al forno e guardo il primo episodio di Grey's Anatomy.
Non ci sono abituata a star sola.
Le poche volte che se ne sono andati tutti e mi hanno lasciato quì ... sola ... mi sono sempre fatta prendere dallo sconforto.
Perchè io non me la so godere la mia solitudine.

Stasera, invece, infilo una forchettata di pasta al forno ben abbrustolita e penso che in fondo non sono sola, non lo sono mai stata. E mi piace quello che sento adesso.
Perchè lui c'è, pensa a me e mangia mentre sto mangiando io (so persino cosa mangia).
Ma soprattutto so che canzone sta ascoltando.


martedì 23 dicembre 2008

The Family Man



Per Natale quest'anno chiedo solo un "Family Man" e una tazza di caffè ....